domenica 17 gennaio 2016

Il mio 2015

Questo 2015, non per lamentarmi, ma in breve tra genitori che stanno in ospedale, lavoro inesistente, genitori che comprano e poi cadono da moto giganti, diventano sempre più smemorati... e sembra che la fine di questo tunnel non si veda ancora, posso tranquillamente affermare che è stato un anno di merda.
Quello che però vorrei fare in questo post è segnare quali sono le cose preferite di quest' anno passato, ora che è passato qualche giorno dalla sua conclusione, nella speranza che nel 2016 ce ne siano ancora di più  e più  importanti.

La prima cosa preferita del 2015 è  il tempo che ho passato  con i miei cani che per i motivi di cui ho parlato sopra, che hanno richiesto la mia presenza a casa, è stato  molto di più  rispetto agli anni scorsi. 
Mi amano incondizionatamente e le uniche cose che chiedono sono un po' di coccole e che ci si occupi di loro, il che a dire la verità è un gran piacere. 
Altro preferito è stata una scoperta sensazionale per me, dell'acqua calda direte voi. Lo zenzero. Ho iniziato  a comprarlo candito perché mi piaceva il contrasto tra il dolce e il piccante, poi ne ho scoperto le mille proprietà ed ho ampliato l'acquisto a quello fresco e alle tisane. Oltre a far bene, sono entrata a mia insaputa in una piccola cerchia di estimatori e non sapete al supermercato quanti sguardi di approvazione ottengo, se non addirittura entusiastiche conversazioni,  dalle vecchiette in coda, anche loro fan di questa  portentosa radice. Sono old inside, lo so. 

Una cosa che quest' anno ho adorato è andare in piscina d'estate. Erano anni che non lo facevo perché non mi piace stare in costume. Quest'anno però sarebbe stato impossibile sopravvivere al caldo senza stare in ammollo in piscina.  I momenti di relax che ho provato in acqua secondo me sono stati i migliori di tutto l'anno. Fanculo la ciccia, me ne vado in piscina. 
Sempre di relax per me si tratta ma una cosa che ho adorato fare in questi mesi è  stato una routine di skincare la sera. Lavarsi la faccia, usare il tonico, la crema, o fare la maschera o i massaggi alla faccia son stati attimi rilassanti che continuerò a fare anche nel 2016. Un momento solo per me e per il mio benessere.

Ora parliamo di cose preferite.
Premetto che nessuno mi ha chiesto di parlare di queste cose, me le sono comprate da sola con i miei soldi e la menzione di questi prodotti in questo post non ha funzione pubblicitaria degli stessi.

Il primo prodotto da menzionare è un'applicazione. Blogger. Avere Blogger sul telefono si è  rivelato praticissimo per scrivere  appunti o post interi mentre sono senza PC, nel letto, sul treno ecc. 

Il mio amore per i colori da qualche anno a questa parte si è spostato dalla cancelleria al make up e anche se non mi trucco spesso mi piace avere prodotti con  cui sperimentare. 
credit londonbeautyqueen
Sleek blush trio palette in Lace. Bellissimo packaging, bellissimo colore di blush, pieno e scrivente.
Kiko Matte Muse Lipstick dell'edizione limitata Midnight Siren in Luxury Sangria.
Ora passiamo ai libri: L'allieva di Alessia Gazzola, che lì per lì mi sembrava un titolo di un libro sadomaso, invece si tratta di un giallo con protagonista una specializzando in medicina legale. Molto coinvolgente e piacevole da leggere.
Altro giallo che ho letto con grande piacere è stato Tutto il villaggio lo saprà di Fabio Girelli. Un libro ambientato a Torino e al museo egizio, edito nel 2011. 
Infine il caso editoriale di quest'anno passato L'intestino felice di Giulia Enders edito da Sonzogno.
Questo libro lo avevo totalmente comprato a caso, sbagliando a leggere il titolo. Avevo letto Istinto, comunque, non so se è stato l'istinto appunto a farmelo comprare, ma ha rischiarato molti dubbi sulla mia situazione di salute attuale, mi ha fatto capire molto di più un organo che per la medicina è ancora fonte di scoperte importanti. Grazie a questo libro sono riuscita a capire perchè quando ho periodi no con il mio intestino mi senta anche così miserabile di umore, ho scoperto l'importante funzione dei batteri e un sacco di altre cose. Altamente consigliato.
credit rivoluzionegreen
Infine i miei canali preferiti di Youtube sono stati tre. Non che non ne abbia seguiti molti di più, ma questi sono quelli che ho amato di più. Lily Pebbles, ViviannadoesMakeup e The Sorry Girls


domenica 3 gennaio 2016

Quality over quantity. Un 2016 su misura

Da un po' di tempo a questa parte sto flirtando con il minimalismo.

È vero che fa parte della descrizione del blog ma relativo ai sentimenti, disciplina in cui mi reputo una minimalista esperta. Ho deciso infatti molto tempo fa, che non proprio tutti erano degni meritevoli del mio tempo, dei miei sentimenti e delle mie lacrime. Ciò spiega come io abbia ad oggi poche amicizie, ma molti meno drammi. Rimango comunque single, oggi come allora.



Nella vita di tutti i giorni, nelle cose materiali è tutto un altro discorso.
Siamo circondati da pubblicità in tele o nelle riviste, sui social, prima di un video su youtube e a volte l'irrefrenabile impulso di possedere qualcosa fa si che quella scodella con i disegnini di gattini stilizzati messa in una vetrina da Tiger sia il pezzo mancante per dare armonia al nostro arredamento casalingo. 
Non pensate sia una critica, io sono parte integrante di questo gruppo di compratori compulsivi. Essendo un fiasco nell'acquisto di vestiti, perché spesso amoreggio con carboidrati e cioccolato, ho avuto vari momenti nella vita dove compravo accessori. Scarpe, finché sono arrivata ad avere 21 paia di ballerine e un solo paio di tacchi, dato che non li metto mai, poi è stato il momento delle borse, poi dei gioielli, rigorosamente di bigiotteria. 
Madre ci ha inculcato dalla nascita: "Quantity over quality" così lei non doveva fare lavatrici e stirare in rapida sequenza.

Oggi le cose sono cambiate. Non ho più una quantità immane di vestiti, nuovi o dismessi dai miei numerosi cugini. 
Nell'ultimo anno, direi, il mio approccio al comprare è cambiato, ora prima di comprare qualcosa ci penso due volte. Non dico che l'acquisto di un oggetto sia per forza da condannare, ma a volte tutti dovrebbero pensare davvero a quello che fanno con il loro tempo e con i loro soldi e chiedersi semplicemente: Vale davvero il mio tempo? / I miei soldi?

Io e mia sorella anni fa, quando appena patentata la portavo in giro per negozi, cercavamo di contenere i nostri acquisti per questioni economiche chiedendoci: Questa... camicetta gialla con i pois verdi/ il cappotto rosso/ le ballerine nere con un cuore argentato/ il porta cellulare a forma di renna ecc... mi serve davvero? La risposta il più delle volte era: No. Allora la domanda successiva era: Lo voglio davvero? e quella dopo: Cosa potrei fare con la somma che sto per spendere? Io di solito misuravo in quante serate al cinema avrei potuto avere.

Oggi invece il mio guardaroba è molto ridotto, sia perché faccio parte del team pastasciutta, sia perché c'è crisi nel mio portafoglio, e sia perché sto risparmiando per comprarmi un computer da almeno due anni e nella mia carta di credito non ci son mai più di 300 euro, il che è snervate. 
Quello di cui vorrei alleggerirmi sono gli oggetti, evitare la fine di "Sepolti in casa" e sempre e comunque risparmiare. 


La prima cosa da fare nella mia vita è liberarmi di quello che non mi serve davvero, cose che mi hanno regalato, cose che hanno molti anni, sono rotte, son state riparate ma non bene. Finiti gli oggetti potrebbe essere la volta di ripensare il mio guardaroba e finalmente iniziare l'avventura del capsule wardrobe
Se non sapete cos'è vi riassumo brevemente.
Si devono scegliere un numero limitato di vestiti, un numero che vogliamo e che pensiamo si adatti al nostro stile di vita. Di solito sono 33, adatti alla stagione corrente, esclusi pigiami, intimo, sportswear e gioielli, pensare in anticipo gli abbinamenti e una volta completato il guardaroba mettere via i vestiti che avanzano, se non sono di stagione, o donarli, regalarli, venderli o buttarli se in cattivo stato. In tre mesi non si deve comprare niente. Secondo me è un buon modo per sfruttare al massimo i propri acquisti, spendere meno e fare acquisti più oculati per la stagione successiva. 
Io trovo sia un processo affascinante di semplificazione della vita, che rende più facile anche scegliere cosa mettere al mattino, facendo perdere meno tempo. 

Se vi interessa il concetto potete prendere ispirazione qui:
Ci sono un sacco di video, se siete pigri ve ne metto due:
TED-x 

Viviannadoesmakeup 

Oppure interi blog

Sul vivere light o se preferite sullo stile di vita minimalista:
Minimoblog  blog italiano scoperto leggendo Diario di una snob.

Questo forse è il principale e unico proposito per il nuovo anno. Ridurre, ridurre ridurre. 


mercoledì 23 dicembre 2015

Perdersi

Nel salotto di mia nonna c'è un cassetto dello scrittoio vicino alla libreria pieno di vecchie foto. Foto di gite, viaggi e feste. Una foto di mio nonno, con i baffoni bianchi che sorride all'obiettivo, vestito in calzoncini cachi e polo blu, e sullo sfondo Positano. Una foto di mia nonna e mio nonno seduti a un tavolo da pic nic assieme a una coppia inglese, composti ma rilassati e sereni. 

I miei nonni hanno fatto una vita bella. 
Hanno vissuto la guerra, è vero, ma poi  laureati,  si sono sposati hanno comprato un terreno e costruito la casa in cui vivo ancora adesso. Hanno comprato prima una roulotte e dopo in camper, girato l'Italia e l'Europa nei giorni di ferie estive. 

Mio nonno non c'è piu da 14 anni. Mia nonna si è persa circa 7 anni fa. All'inizio sembrava solo pensierosa, poi ripeteva sempre le stesse cose, infine ha iniziato a dimenticare sul fuoco le pietanze. Da lì il tempo sembra volato. Sono almeno 5 anni che non riconosce nessuno, e starle intorno la fa agitare, quindi mi capita di passare da casa sua solo brevemente e osservarla in silenzio, mentre lei osserva fuori dalla finestra il giardino. Adorava il suo giardino, noi facciamo il meglio che possiamo per tenerlo bene.

Nel cassetto dello scrittoio c'è una foto di mio padre bambino. La pelle scura e il sorriso bianco e aperto di un bambino in vacanza. Sul retro della foto oltre alla didascalia che mia nonna scriveva diligentemente dietro le foto c'è una nota più recente. "Ferrero Gran Soleil". Risale a pochi anni fa, quando mia nonna, che si sentiva sfuggire a se stessa cercava di aggrapparsi alla vita e alla realtà più che poteva annotando tutto quello che non voleva dimenticare. 
Tra 3 anni mia nonna avrà 100 anni, è in salute, ma non si ricorda chi siano i suoi figli e i suoi nipoti. Non si ricorda che un giorno non poté rientrare a casa perché c'era un cecchino appostato sul tetto della stazione durante la guerra, non ricorda si essersi laureata in fisica, non si ricorda di esser stata sposata. 
Ha avuto una vita meravigliosa che ha perso. Ha perso la percezione del bene che le vogliono i suoi cari, ma questo amore c'è ancora, insieme forse al dubbio che si sarebbe potuto far di più,  insieme al timore che anche mio padre un giorno si perda. 

Io non sono pronta. 
Non voglio perdermi.

domenica 20 dicembre 2015

#MusicMonday 7 Per un Natale meno kitsch

Ecco una serie di canzoni Natale per bimbi grandi, senza scampanellii inutili e forzatamente festosi, perchè va bene è Natale e questo è l'ultimo #MusicMonday prima del 25.

Se vi sentite privi di idee in merito la playlist natalizia per allietare il pranzo con i parenti, che è più difficile da digerire del pranzo da 25 portate che mangerete insieme a loro, e sopravvivere alla socialità forzata, music is the way,  e queste canzoni sono qui per questo. 

Io dico di buttarsi sui classici, quelle musiche da film, così lontane da Tu scendi dalle stelle, cantato, quasi strillando dal figlio del vostro cugino di secondo grado da parte di madre, che ha imparato a memoria per il saggio della scuola. 

Vi parlo di Ella Fitzgerald, Frank Sinatra e perchè no anche il ben noto Bublè. Non che i primi due non lo siano ma alla fine li ascoltate mai? O finite sempre a far una playlist con l'ultimo singolo natalizio di Ariana Grande, Last Christmas dei Wham! e All I want for Christmas is you di Mariah Carrie. Non ditemi che ci mettete dentro anche qualche brano neo melodico, perchè se è così mi state diludendo parecchio. 

Io vi metto qui le mie canzoni preferite di Natale e poi vedete voi. 

Ella Fitzgerald:
Santa Clause is coming to town
Winter Wonderland
Sleigh Ride

Frank Sinatra:
Let It Snow!
Mistletoe and holly
The fist Noel

Dean Martin/Joseph Gordon Levitt e Lady Gaga
Baby it's cold outside

Erta Kitt
Santa baby

Jessy J
Man with the bag

Micheal Bublè
It's beginning to look a lot like Christmas
Holly Jolly Christmas

Pentatonix, sono bravissimi ma vanno presi a piccole dosi
Dance of the sugar plum fairy
Carol of  the bells
Little drummer boy

E infine il mio assoluto preferito brano natalizio è questo, il video è uno spettacolo:
Bob Dylan Must be Santa

E ora vi lascio ai vostri pranzi e cene e feste fatte di delusioni, sorrisi forzati e domande inopportune che rafforzano tanto il carattere. 
Potete comunque sempre rispondere così:

lunedì 14 dicembre 2015

#MusicMonday 6, We Are Your Friends

Oggi #MusicMonday parla di nuovo di colonne sonore. 
Ho guardato solo la scorsa settimana We are your friends, uscito in Italia a Settembre, non ha riscosso molto successo. 
Il film non è nulla di particolare, ma la musica secondo me è la vera protagonista. Molto più di Zac Efron, molto più di Emily Rotocosa.
Unica sorpresa del film è la presenza di Wes Bentley, che se non sapete chi sia è il primo stratega di Hunger Games e anche il ragazzotto di American Beauty. Non avete visto American Beauty? Male! Rimediate!
Quindi il mio consiglio per questo #MusicMonday è di andarvi a sentire la playlist di We are Your Friends su Spotify se volete ballare e non pensare assolutamente a nulla se non al ritmo che pulsa dentro. 

Le più belle?
Something about you di Heyden James, che è il remix di un brano che considero già un pezzo da ballare, magari un pezzo snob dance, come direbbe mia sorella, cioè musica tamarra addomesticata. 
You know you like it di AlunaGeorge, Define di Dom Polla e Go Freak e Younger di Seinabo Sey.

Insomma questa è la musica che ho sentito e ballato tutta la settimana e la condivido con voi.

giovedì 10 dicembre 2015

Il Natale non mi va giù.

I'm such in a bad mood these days.
Non saprei meglio descrivere lo stato di scazzo di questi giorni. Il periodo delle feste natalizie mi lascia sempre uno strascico di tristezza, che parte da molto molto prima che le feste inizino. 
La motivazione? Credo che l'unica spiegazione sia che amo talmente tanto il Natale che lo odio. 

L'atmosfera romantica, le luci e i regali, le feste passate con i parenti. 
Ecco mi viene la nausea. 

Dovrei essere grata di essere single?
Dovrei farmi infinocchiare dalle lucine, le decorazioni, che son da appendere l'8 e poi si devono togliere trenta giorni dopo? Finisce che l'albero lo disfo io verso marzo dell'anno dopo.
I regali? Dobbiamo parlarne?
Le feste con i parenti sono uno dei momenti più imbarazzanti. 
Si comincia con il saluto di almeno 15 persone con due baci di rito sulla guancia, cosa che odio in generale, gli abbracci e poi le chiacchere. Dio se odio le chiacchere. Vecchi i giovani le tre domande che mi fanno sono sempre le stesse. Sei dimagrita? Hai trovato il fidanzato? Il lavoro lo hai trovato?

La risposta è sempre un più imbarazzante no per tutte e tre le domande stronze. Come se la mia vita in un anno non sia andata avanti di un millimetro. Che cosa ho combinato in quest'anno? E in quello precedente? Mi sento soffocare alle feste con tanta gente, che mi conosce poco, e che quindi cerca di trovare i punti salienti della mia vita per potermi inquadrare. 

I regali sono un'altra questione scomoda. La gente si aspetta che io faccia loro il regalo, ma io non ho intenzione di spendere nulla per queste persone.
Il pensiero non basta, e comunque non basta mai il regalo, perchè non siamo mai davvero soddisfatti di quello che ci regalano, e quando facciamo un regalo non siamo mai davvero concentrati sulla persona che riceverà il regalo. Dentro di noi pensiamo sempre anche a noi stessi. Cosa dirà questo regalo su di me alla persona che lo riceve?
I regali veri sono fatti con il cuore e l'intelligenza di incontrare i bisogni del prossimo, senza pensare a noi stessi. ma la gente non lo sa e continua a regalare cose che vorrebbe per se e non per il destinatario.
Aiutatevi con le gift guide di una qualsiasi blogger, o rivista, ma tenete in mente che non state scegliendo un regalo per voi.

A questa cosa di ricevere regali che non voglio o non mi piacciono capita troppo spesso.

In questo periodo ho perso molte delle mie amicizie, in questo periodo sono stata delusa più e più volte. Vorrei svegliarmi il 7 gennaio e riprendere a vivere, invece di marcire tra ghirlande decorative. 

Queste feste le trovo inutili, di un buonismo sforzato che mi fa diventare più cinica di altri periodi dell'anno, mi sembra tutto falso, tutti i sorrisi, tutta la dolcezza, tutto. L'unica cosa che non è dolce e falsa è il pandoro. Capite perchè non perdo mai un chilo.







domenica 6 dicembre 2015

Odio uscire la sera

Odio uscire la sera. 

Quando sono fuori e percorro il tragitto per andare alla macchina è uno dei momento in cui mi sento più vulnerabile, ho le chiavi di casa incastonate tra le nocche della mano destra e il telefono nella sinistra, guardo avanti, cercando di non attirare l'attenzione di nessuno, non fisso nessuno, non guardo nessuno negli occhi, per paura che qualcuno fraintenda il mio sguardo come un invito. Mi faccio i fatti miei, sperando di passare inosservata, nel male e nel bene. Quando esco non metto cappotti o accessori appariscenti e preferisco le scarpe basse. Questa è la situazione quando decido di uscire di casa la sera, perchè per quanto io esca in compagnia gli ultimi 50 metri sono sempre solitari, o comunque in piccolo numero, e ho sempre paura che qualcosa possa accadere.

La gente, anzi no, i ragazzi che con litri di alcol in corpo, si muovono in branchi e si credono i padroni del mondo. Questi pensano che sia normale, con il favore della notte, ubriacarsi, starnazzare e apostrofare chiunque, insultando il malcapitato, o la malcapitata, coperti dalla sicurezza che essendo un gruppo numeroso nessuno oserebbe rispondere.

Sta sera è toccato a me, a quasi trent'anni, dopo 13 anni di scuola dell'obbligo alle spalle e numerosi anni a subire varie forme di bullismo, avevo pensato di aver superato la questione. Pensavo di aver creato una barriera agli insulti e le prese in giro, invece il cuore muore sempre un po'. 

Un  branco di caproni ubriachi incrociando me e la mia amica ha trovato davvero esilarante urlare: 
"Guarda! Quella è la ragazza di Luca! Quella a destra. Ahahah Ahahah. Che schifo!"
Quella a destra ero io.  Sono morta, di vergogna, di rabbia, di dispiacere. Scene così ne ho subite tante tra medie e superiori, da ragazzini crudeli, viziati e insensibili. Come se fosse impossibile che questo "luca" potesse scegliersi una ragazza grassa come fidanzata. Disonore a te Luca.

Non li ho visti in faccia, non so chi siano e nemmeno che età avessero. Mi è bastato vedere la bottiglia di vino che avevano in mano, per decidere di incassare e passare oltre, senza nemmeno alzare lo sguardo.

Dietro ogni insulto di questo tipo c'è una ragazza brutta, o grassa, bruttina, cicciotta, o dio non voglia, con qualche disabilità, un essere umano comunque ricordiamolo, che muore un po'. 
Una qualsiasi persona con cervello mi direbbe: "Lasciali perdere, sono degli stupidi, cretini... (scegliete voi l'insulto a vostro piacere), non meritano la tua considerazione". 
Ma io domani mi guarderò allo specchio con uno sguardo più spietato e attento ai miei difetti rispetto a ieri, per colpa di quei ragazzi, mi analizzerò al microscopio e deciderò che dovrò iniziare un'altra dieta, che devo dimagrire, devo essere più bella, più qualsiasi cosa. 
My pale skin
Non sono le riviste femminili che creano ideali bellezza inarrivabili e che fan venire i complessi alle ragazzine, non sono le modelle anoressiche che fanno venir voglia di fare dieta alle adolescenti, non sono le beauty guru che fan crescere nelle donne la consapevolezza dei propri difetti e la necessità di coprirli con il trucco. Sono queste persone, generalmente maschi, che per divertimento mortificano il prossimo. Sono loro il motore che genera il disagio. Io non mi sono mai sentita offesa da una modella magra, nè ho mai voluto imitarla, non mi sono mai sentita complessata mentre sfogliavo una rivista di moda, no mai. 
Mi è bastata una parola di un bullo per farmi rivivere certe orrende emozioni, che speravo di aver archiviato e rifarmi alzare i complessi, come se fossi ancora quell'adolescente con il sedere grosso. 

Io ti odio, minchione sconosciuto. Hai osato spaventarmi a morte, oltretutto insultandomi. 
Per il 2016 ti auguro con tutto il cuore di essere ripagato con la stessa moneta, di conoscere cosa vuol dire struggersi per qualcosa di te che non puoi cambiare, di provare sulla tua pelle la vergogna di essere te stesso.